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GIUSEPPE IL MISERICORDIOSO | Scuole 'La Nave'

GIUSEPPE IL MISERICORDIOSO

Associazione dei Genitori La Cometa vi invita allo spettacolo su San Giuseppe con l'attore Pietro Sarubbi, che ci sarà al Teatro Testori a Forlì domenica 24 febbraio 2019 alle ore 16,00.

Le Scuole La Nave sostengono l'evento che è anche patrocinato dalla Diocesi di Forlì e dal Comune di Forlì.

Lo spettacolo è rivolto a tutti: ragazzi dalla 5^ elementare in su e fino agli adulti.

Il prezzo del biglietto, aquistabili presso la segreteria delle Scuole La Nave è:

-  € 12,00 per gli adulti 

-  € 8,00 per i ragazzi sotto i 19 anni.

 

 

GIUSEPPE il MISERICORDIOSO:

Perché fare uno spettacolo su San Giuseppe; perché con il mio spettacolo vorrei Testimoniare e condividere la Bellezza del lavoro come luogo in cui si realizza la dignità dell'uomo, del padre di famiglia; Dio sceglie un artigiano, un lavoratore, per affidargli la crescita del Figlio, Dio affida ad uno esperto di lavoro, di sacrifici, del costruire, di docilità, del sapersi mettere al servizio, affida il proprio Figlio, perché quell'artigiano diventi il Custode del Redentore.

Perché proprio io decido di fare uno spettacolo che racconti la vita e la figura di San Giuseppe e perché oggi, Proprio oggi questa figura diventa o meglio ritorna centrale nella mia vita di Cristiano; sono imprevedibilmente partito da Barabba (interpretandolo nel magistrale film THE PASSION con la regia di Mel Gibson), capitatomi per caso o esattamente per generosità dello Spirito Santo.

Da li comincio a capire e a camminare con le mie gambe e grazie al decennale Cammino di Fede incontro la gigantesca figura di San Pietro, il cui studio e conseguente rappresentazione diventano il mio carnale Centuplo, segno di una immeritata preferenza.

Dopo 3 anni di studi e “immedesimazioni” afferenti al primo Vescovo di Roma, la mia miseria umana si trova a fare i conti con le difficoltà dell’essere padre, dell’essere marito e dell’essere un lavoratore onesto, certo che valga la pena vivere ed essere venuto al mondo solo si riesce a vivere nel Cammino del Signore...e come fare? E qui mi viene in soccorso la scintilla che scocca in me incontrando “per caso” un testo sulla vita e la figura di San Giuseppe, (ma questo “per caso” è dubbio visto che sto imparando sempre di più che nulla è a caso ed ogni cosa che accade è per me), da qui l’inizio di un nuovo studio a cui segue un nuovo spettacolo e un nuovo libro, ma soprattutto un nuovo modo di vivere la vita, facendo della Misericordia e del voler bene un mestiere.

San Giuseppe è la più bella figura d'uomo concepibile che il Cristianesimo abbia realizzato.

San Giuseppe era un uomo come tutti gli altri, aveva il peccato originale come me. Pensate che razza di distanza profonda viveva nella vicinanza assoluta che aveva con Maria: è quando si dice che la vocazione alla verginità è un possesso con un distacco dentro, con un dolore dentro, dove tutta la forza del rapporto amoroso è tutta concentrata e resa visibile nel dolore che

GIUSEPPE il MISERICORDIOSO

c'è dentro, dove ciò che veramente è l'amore si sente, incomincia già: è come un'alba. San Giuseppe ha vissuto come tutti: non c'è una parola sua, non c'è niente, niente: più povera di così una figura non può essere. Perciò dite sempre un Gloria a San Giuseppe.

(Don Giussani, L'attrattiva Gesù, BUR, Milano 1999)

Maestro di vita interiore, lavoratore impegnato nel dovere quotidiano, servitore fedele di Dio in continuo rapporto con Gesù: questo è Giuseppe. Da Giuseppe il cristiano impara che cosa significa essere di Dio ed essere pienamente inserito tra gli uomini, santificando il mondo. Frequentate Giuseppe e incontrerete Gesù. Frequentate Giuseppe e incontrerete Maria, che riempì sempre di pace la bottega di Nazaret.

La prima grossa prova, che i Vangeli ci tramandano, della fede di Giuseppe fu la decisione da prendere allorché Maria, che egli "non conosceva" (nel senso che viveva verginalmente con lui, pur essendo sua moglie) gli comunicò l'evento dell'Annunciazione. Matteo riferisce l'umanissimo atteggiamento di Giuseppe. Come dice la lettera Redemptoris Custos, "Egli non sapeva come comportarsi di fronte alla «mirabile» maternità di Maria.

L'ipotesi che troppo spesso si fa, è che Giuseppe fosse turbato dalla scoperta della gravidanza di Maria, di cui si sarebbe accorto quando già era visibile, e che gli avrebbe fatto nascere il sospetto di adulterio (o almeno di violenza). Ma un esame più attento dei testi evidenzia quanto segue:

▪ Maria aveva scelto di vivere verginalmente (solo così si spiega la sua risposta all'Angelo "non conosco uomo")

▪ E al momento dell'Annunciazione era già moglie legale di Giuseppe

▪ Questi dunque aveva accettato di rispettare la scelta verginale di Maria

▪ Non è Giuseppe ad accorgersi dello stato di attesa, ma è Maria stessa a comunicarglielo

▪ Giuseppe non dubita della verità della parola di Maria, circa l'origine soprannaturale del concepimento

▪ Piuttosto ciò che lo turba è l'enormità del peso che sente incombere su di sé, per la sua grande umiltà davanti alla possibilità di essere reso partecipe a un evento così unico e sconvolgente

GIUSEPPE il MISERICORDIOSO

Non dunque un dubbio sulla onesta di Maria, ma un dubbio su di sé è quello che turba Giuseppe. Infatti, secondo alcuni grandi studiosi, la traduzione esatta dal testo originale aramaico è:

Giuseppe, suo sposo, che era giusto, ma si ritenne così mancante di giustizia da sentirsi indegno di rapportarsi a lei, decise di abbandonarla silenziosamente.

A questo dubbio, che nasce da un timore reverenziale, come già pensava Tommaso d'Aquino, pone fine la parola dell'Angelo che gli appare in sogno.

Mentre dunque stava pensando a queste cose, gli apparve in sogno un Angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quello che è generato in LEI viene dallo Spirito Santo. Non abbandonarLA mosso da sacro timore a causa di quel che è stato generato in LEI. Ella te lo partorirà come un figlio, e tu lo chiamerai Gesù il Salvatore : egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati"».

Giuseppe non era estraneo alla preghiera e sapeva che ciò che viene da Dio, autore della realtà, reca con sé dei segni di credibilità: la pace e l'aderenza alla realtà concreta, a cui apre e non chiude. In effetti le parole dell'Angelo gli dovevano apparire confermate dalla sua personale conoscenza di Maria, per la serietà e la verità della sua umanità.

Fede, amore, speranza: sono i cardini della vita di Giuseppe, come lo sono di ogni vita cristiana. La dedizione di Giuseppe risulta da questo intrecciarsi di amore fedele, di fede amorosa, di speranza fiduciosa. La sua festa è dunque un'ottima occasione per rinnovare il nostro impegno di fedeltà alla vocazione di cristiani, che il Signore ha concesso a ognuno di noi.

Guarda quanti motivi per venerare San Giuseppe e per imparare dalla sua vita: fu un uomo forte nella fede...; mandò avanti la sua famiglia - Gesù e Maria - con il suo lavoro gagliardo...; custodì la purezza della Vergine, che era sua Sposa...; e rispettò - amò! - la libertà di Dio, che non solo scelse la Vergine come Madre, ma scelse anche lui come Sposo della Madonna.


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